Baladin, birrificio dell’anno: conoscere meglio Teo Musso

Matterino ‘Teo’ Musso è il cantastorie dietro il brand Baladin, termine francese arcaico che appunto indica il guitto, il saltimbanco. Indubbiamente si viene catturati dalla personalità timida e insieme carismatica di Teo, figlio di agricoltori e legato indissolubilmente al territorio delle Langhe e del piccolo centro in provincia di Cuneo che sceglie come quartier generale della sua follia visionaria. Partendo proprio da Piozzo e da ‘Le Baladin’, la birreria nata nel 1986, ecco una video intervista (2012) del canale YouTube Italia Squisita per conoscerlo meglio.

 

Credits: (foto) baladin.it , (video) italiasquisita.net

St. Bernardus e Westvleteren, stessa birra o birre differenti?

Alcuni appassionati di birra hanno già sentito parlare della lunga storia del birrificio trappista di St. Sixtus, che produce una delle birre più conosciute al mondo: la Westvleteren XII. La fama tutta meritata di questa quadrupel scura ed alcolica nasce intorno alla metà degli anni ’90, quando ha iniziato ad essere nota come “la birra migliore”, secondo critici e consumatori.
La sua storia, però, parte molti anni prima. Leggi tutto “St. Bernardus e Westvleteren, stessa birra o birre differenti?”

Ratebeer best, il meglio della birra mondiale – seconda parte

Teo Musso sugli scudi, ritratto da Dave Yoder nella bottaia di Baladin.
C’è da essere contenti e delusi dai risultati complessivi del Ratebeer Best, concluso a Santa Rosa da pochi giorni e di cui oggi sono stati pubblicati tutti i premi.Baladin

Contenti, perchè una birra italiana è comunque arrivata tra le migliori al mondo nella sua categoria e parliamo della già nota Xyauyù barrel (Baladin), che si fa notare tra le migliori 15 strong ales con una medaglia d’argento. Delusi, però, perchè è l’unico piazzamento italiano in assoluto.


Impietoso il confronto con lo scorso anno.
A Gennaio 2016 nella kermesse californiana erano presenti ben quattro birrifici made in Italy: Birra del Borgo, Brewfist, Toccalmatto e sempre Baladin. La manifestazione si chiuse con tre medaglie d’oro e un argento.
Tra i migliori cento birrifici nemmeno uno che parla italiano, lo scorso anno uno. Può essere che il movimento artigianale italiano abbia già detto tutto e non ci sia molto altro? Il 2016 è stato sicuramente un anno complesso e turbolento su molti fronti (acquisizioni, nuove normative, accise ecc), ma ci si aspetterebbe qualcosa di più da un Paese che continua come pochi altri a sperimentare in materia di birra.

Il birrificio De Molen a Bodegraven (Olanda)

Più in generale c’è stata un po’ meno Europa nella manifestazione. Vanno menzionati sicuramente i due birrifici che si sono piazzati tra i migliori dieci al mondo insieme a birrifici USA: De Molen (Olanda) e Cloudwater (UK). Scorrendo le categorie si trovano molte medaglie ottenute da birrifici europei, oltre ai soliti noti (De Struise per esempio) si leggono spesso paesi di area scandinava e baltica.

Che il baricentro della qualità si stia spostando da quelle parti?

Ratebeer best, il meglio della birra mondiale – prima parte

Si è appena concluso a Santa Rosa, in California, l’evento annuale organizzato dal sito di critica birraria più importante al mondo: Ratebeer.com

Il fondatore Joseph Tucker, professionista IT con esperienze a livello internazionale con alcune grandi multinazionali, gestisce dal suo studio in California l’organizzazione considerata a ragione la “Michelin” delle birre artigianali. In realtà Ratebeer è qualcosa di più, sicuramente influenza e guida i comportamenti di appassionati e produttori con i giudizi dei suoi raters (i più noti hanno bevuto e valutato oltre 40mila birre, dei mostri), ma è forse il principale motore del movimento birrario artigianale.

Joe Tucker, boss di Ratebeer.com, impegnato nell’esame visivo di una bionda

Ogni anno, a Gennaio, viene organizzata la convention in cui si fa il punto della situazione sull’anno precedente. Si tirano le somme con i giudizi dei raters sulle birre provate, vecchie e nuove, stilando classifiche divise per nazione e stile birrario.  L’uscita dei risultati è sapientemente diluita in più giorni, per accrescere l’attesa e la curiosità. In realtà filtra sempre qualcosa, ma attenendosi al programma oggi è la giornata dei seguenti premi

  • – migliori birre, birrifici e nuovi birrifici di Stati Uniti, Canada, Germania e Inghilterra (divisi per regioni)
  • – dieci migliori birrifici al mondo

Molta carne al fuoco, quindi, anche per chi non ha dimestichezza con le birre dell’Arizona o del Brandeburgo. Sguardo veloce al lungo elenco della prima categoria, a cercare vecchie conoscenze.

Negli States, come anticipato in un precedente articolo, le imperial stout dettano legge, con qualche timida proposta di stili più o meno luppolati e più o meno brettati. Si confermano migliori birrifici nei rispettivi Stati: Stone Brewing, Dogfish Head, Three Floyds, Toppling Goliath, Stillwater Artsanal, Smuttynose, Evil Twin, Prairie, Jester King, Hill Farmstead,

In Germania riceve il premio come miglior birra bavarese l’Ayinger Celebrator doppelbock e, come miglior birraio, svetta Andreas Ganstaller: birraio molto apprezzato da parte di TopBeer. In Sassonia trionfa Bayerischer Bahnhof di Lipsia, con la miglior birra e il miglior birrificio. A Brema, incredibilmente, dominio della Beck’s …. da approfondire.

In Inghilterra gli stili scuri (Stout, imperial stout e porter) dominano tra le proposte birrarie del 2016, con qualche stile storico inglese a tener duro (Bitter) e birre dai nomi incredibili che suggeriscono stili misti, ingredienti pazzeschi ed affinamenti temerari. Da provare assolutamente Blue Monkey Chocolate Amaretto Guerrilla (Nottinghamshire) e Northern Alchemy Lemon & Vanilla Oatmeal Stout (Tyne & Wear).

Il panorama canadese è più articolato e trovano posto stili birrari ampiamente apprezzati anche a casa nostra: IPA, Double IPA, Saison ecc. Parliamo chiaramente di un’area che, a livello commerciale, ha meno appeal rispetto ai vicini americani; è un limite da superare, cercando per quanto possibile di aprire di più il nostro orizzonte, dogane permettendo.

La lettura dei migliori birrifici al mondo riserva piacevoli sorprese, sensazioni accresciute dallo scorrere le prime dieci posizioni partendo dal basso. Il criterio adottato è stato il solito democratico giudizio degli utenti registrati al forum di Ratebeer, ponderando ovviamente l’importanza del giudizio con l’anzianità di servizio dell’utente e considerando solo i giudizi espressi dall’ultimo quadrimestre 2015 sui 6.500 birrifici censiti sul sito.

  1. Bokkereyder (Belgio)
  2. American Solera (USA)
  3. The Veil Brewing Company (USA)
  4. Great Notion Brewing (USA)
  5. Civil Society Brewing Co. (USA)
  6. Foam Brewers (USA)
  7. Brokreacja (Polonia)
  8. Tommie Sjef Wild Ales (Olanda)
  9. Moonraker Brewing Company (USA)
  10. Suarez Family Brewery (USA)Birrifici europei sugli scudi, insomma, con il primo posto per il poco conosciuto Bokkereyder di Hasselt, capoluogo della regione fiamminga del Limburgo ad est di Bruxelles. Si tratta di un birrificio piuttosto recente, circa tre anni di vita, specializzato in Lambic. Da approfondire.
    Resta un mistero, in ogni caso, il piazzamento della Beck’s …

Concorsi & fiere. (Biglietti omaggio)

Un concorso importante si è appena concluso e i riflettori si accendono sulla principale manifestazione “fieristica” italiana. Parliamo rispettivamente del concorso Birraio dell’anno e di BeerAttraction.

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Ossi di seppia e vini rossi

“Godi se il vento ch’ entra nel pomario
vi rimena l’ ondata della vita”
Ossi di seppia, raccolta di poesie del premio nobel Eugenio Montale, inizia con questa frase. Come iniziare una recensione per le due birre nate dalla collaborazione tra Turan & Scirocco Brewing?

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Il curioso caso di Luksus: ristorante stellato senza carta dei vini

La dimostrazione che birre e vini possono avere pari dignità, nella ristorazione, è offerta dalla chiusura di Luksus, ristorante newyorchese a Brooklyn ospitato all’interno del beer bar Torst. Il canadese Daniel Burns, chef del locale, era approdato al 615 di Manhattan avenue tre anni fa, ottenendo subito un successo straordinario.

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La birra che ci aspetta, previsioni per il 2017

Chiacchierando con un amico birraio a proposito di tendenze, non ho potuto fare a meno di pensare a quello che dico da tempo, puntualmente smentito dai fatti: gli appassionati si stuferanno delle IPA.

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