IPA

La birra IPA acronimo di India Pale Ale (da non confondere con IGA, Italian Grape Ale) è uno stile birrario ormai consolidato. A partire dalla più recente versione delle linee guida degli stili birrari (BJCP) le birre IPA non sono più definite nella forma estesa, India Pale Ale. Questo perchè non esiste più un nesso storico tra questo stile e l'India. A tale proposito è utile sottolineare che le English IPA, da cui sono derivate le IPA moderne, sono normalmente classificate in un gruppo a parte insieme ad altre birre inglesi. Per birre IPA moderne, quindi, si intendono quelle di ispirazione americana e cioè: American IPA e IPA Speciali.
Le American IPA sono versioni delle American Pale Ale più luppolate, amare e mediamente più alcoliche. Queste birre utilizzano luppoli americani e quelli provenienti da Nuova Zelanda ed emisfero Sud, sono decisamente orientate ai luppoli, con un profilo di fermentazione pulito e secco. In queste birre i malti si percepiscono con grande pulizia e sono di supporto ai luppoli, consentendone un'ampia percezione sensoriale. Il colore delle American IPA varia dal biondo pallido al dorato, di aspetto da chiaro al velato (in caso di dry hopping) e con un cappello di schiuma caratterizzato da una buona persistenza. L'aroma delle American IPA è di buona intensità e caratterizzato dalle note tipiche dei luppoli americani e dell'emisfero sud: agrumate, floreali, speziate, balsamiche, resinose, tropicali e di frutta estiva. In queste birre le note aromatiche erbacee sono poco percepibili. Le stesse sensazioni si ritrovano nel gusto, con in più una marcata intensità nell'amaro. I malti sono poco percepibili ed hanno un profilo pulito, tendente al cereale. Non dovrebbero essere presenti note fruttate dal lievito e la secchezza è normalmente medio/alta. Nelle American IPA il retrogusto può avere una discreta persistenza di note luppolate, di intensità non eccessiva. Corpo e frizzantezza medi o medio/bassi.
Qual'è la differenza tra American IPA e English IPA? Se alle English IPA sostituiamo i luppoli con quelli americani e sostituiamo l'aplomb dei birrai del Regno Unito con l'attitudine informale dei brewers degli States, abbiamo trovato la risposta.
Le IPA Speciali (Specialty IPA) più che uno stile sono un contenitore che racchiude birre di ispirazione americana, ma con caratteristiche particolari. Si tratta quindi di un insieme di sottostili. Gli elementi comuni sono definiti dal carattere luppolato, amaro e mediamente secco. Altro tratto distintivo è la buona bevibilità, senza troppi spigoli e contrasti con altri elementi identificativi di ogni sottostile. Un primo esempio di IPA Speciali sono le Belgian IPA nelle quali si utilizzano ceppi di lievito belga. Il colore tende ad essere più chiaro e tendono a somigliare a Tripel più attenuate, con un corpo meno strutturato rispetto alle belghe e una gamma aromatica in cui i luppoli sono arricchiti da note fruttate derivanti dal lievito. Ai sentori dei luppoli americani si aggiungono quelli di frutta matura: mele, pere e banana. Anche il gusto ha lo stesso comportamento. Corpo medio/leggero e carbonazione medio/alta. Può esserci una gradazione alcolica leggermente più alta, che si percepisce col riscaldamento della bocca. Le Belgian IPA nascono intorno al 2005 sia per l'uso di lieviti belgi negli USA, sia per l'adozione di luppoli americani in Belgio. La Chouffe Houblon è un esempio di Belgian IPA prodotta in Belgio.
Le Black IPA sono un altro sottostile delle IPA Speciali. La caratteristica più evidente di queste birre è ovviamente il colore, ottenuto da malti più tostati. L'impronta distintiva è sempre quella delle American IPA e non si utilizzano malti pesantemente tostati, che penalizzerebbero la bevibilità con un gusto eccessivamente ruvido. Possono essere presenti, in aroma e gusto, sentori riconducibili a un cioccolato leggero, al caffè o a note tostate; così come sfumature di caramello. Il colore va dal marrone scuro al nero, di aspetto chiaro e schiuma di buona persistenza con colori dal beige al caramello. E' soprattutto in bocca che si esprimono i malti torrefatti, con un'accentuazione dell'amaro che non deve mai sfociare in ruvidezza o sentori di bruciato.


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